SILS RISPONDE AL PRESIDENTE CONTE

Ill.mo Presidente Del Consiglio dei Ministri Dott. GIUSEPPE CONTE

OGGETTO: Sulle Sue dichiarazioni a TGCOM24

Egr. Presidente Conte,

Le scrivo in funzione delle dichiarazioni che ha

rilasciato stamane e riportate su TGCOM 24 in relazione alle disposizioni che saranno contenute nel prossimo DPCM.

Quello che abbiamo vissuto con il COVID è un'emergenza sanitaria senza precedenti; solo chi è animato da pregiudizi di natura politica non può riconoscere ed immagina quali titaniche difficoltà si sia trovato a fronteggiare l' Esecutivo nel prendere scelte che consapevolmente avrebbero avuto enormi ripercussioni dal punto di vista economico e sociale.

La linea della prudenza, intrapresa fin dai primissimi istanti e i cui effetti ci hanno evitato, probabilmente, di vivere le medesime situazioni che le cronache internazionali ci riportano Le va riconosciuta come va riconosciuto il lavoro fatto in Europa ma vi è un passaggio, nella Sua intervista, che ci sembra giusto rimarcare per onesta' intellettuale ed onor del vero.

"Sulle discoteche sono molto prudente, non mi sembra ancora opportuno concedere il permesso, troppo pericoloso. Si suda, si beve insieme, si sta vicini. Io l’impazienza dei gestori la comprendo, tutto quello che si ferma rischia di essere perduto. So che ci sono famiglie che hanno problemi ad arrivare a fine mese e di questo ci siamo fatti carico, so che la crisi di bar, ristoranti, locali pubblici può influire in maniera pesante. Ma ballare tutti appiccicati come si fa? Questo non è tornare a vivere, è rischiare troppo".

Nella Sua dichiarazione, se non vi è imprecisione da parte del giornalista, Lei cita i clienti e i gestori ma dimentica, spero non volutamente, i lavoratori e ci perdonerà, Presidente, se del fatto che vi siate fatti carico di questi ultimi non ce ne siamo accorti.

Dietro al mondo apparentemente effimero che Lei riconduce alle sole "Discoteche", al quale andrebbero aggiunti tutti quei comparti che operano nel settore più ampio dell'intrattenimento, si nascondono 90.000 lavoratori la maggior parte dei quali in libera professione; sono i Dj's, i vocalist, i performers, i musicisti i tecnici che vivono di questo mestiere e con questo provvedono al mantenimento di altrettante famiglie.

Da fine febbraio essi sono in balia dei Decreti sperando, ad ogni scadenza, che il successivo riaccenda un briciolo di speranza per poter tornare alla propria normalità lavorativa e serenità economica.

I più fortunati di loro si sono visti corrispondere, a giugno, 1200 euro da parte dell'INPS che, seppurun aiuto tangibile e concreto,  riportato sugli ormai 6 mesi di inattività diventa irrilevante ai fini di una dignitosa sopravvivenza e le Sue parole di oggi aggiungono seria preoccupazione alla giaà esistente precarietà dipingendo uno scenario che rischia di assumere connotazioni drammatiche.

Il 10 giugno scorso ci siamo uniti a una delle Associazioni che rappresentano i gestori in una ordinata ed educata manifestazione davanti Montecitorio con il fine di portare all'attenzione del Governo le reali problematiche che investivano un settore che produce 5 miliardi di indotto annui e chrappresenta un'eccellenza del nostro Paese universalmente riconosciuta.

A incontrarci sono uscite delegazioni e rappresentanti della totalità delle forze politiche componenti l'opposizione ma nessun accenno di dialogo è giunto, purtroppo, dalla compagine governativa; un segnale che si somma all'assordante silenzio del Ministro Franceschini al quale abbiamo chiesto un incontro propositivo caduto, nostro malgrado, nel vuoto.

Associare Discoteche ed assembramenti pensando che la loro chiusura forzata ne impedisca l'innesco è un errore davanti al quale il periodo stesso del lockdown ci ha posto in maniera inequivocabile e che ha visto i ragazzi (e non solo) riversarsi nelle vie e nelle piazze delle Città, creando spesso disordini, proprio perchè venivano meno quei luoghi di svago che rappresentano, prima di tutto, un presidio di sicurezza.

A questo si aggiunge che vietare l'operatività a quelle attività che, per obbligo giuridico, debbono naturalmente sottostare a norme in materia di sicurezza che sono le più stringenti dell'intero spettro economico del Paese, favorisce il proliferare di episodi di abusivismo messi in atto (questo sì) da persone irresponsabili che approfittano della situazione per trarne facile profitto. I professionisti dell'intrattenimento, lavoratori e gestori, si battono da sempre contro queste aberrazioni figlie, purtroppo, del mancato riconoscimento professionale che il nostro Paese (unico in Europa) nega alla categoria e che rappresenta un ulteriore aspetto che meriterebbe di essere discusso con le Istituzioni.

Ma ciò che oggi più preme alla Sigla che ho l'onore di rappresentare resta l'immediata situazione lavorativa in cui versano migliaia di professionisti perchè se non vogliamo pensare alla  Nostra Costituzione come un vuoto insieme di Norme ma alla reale Carta discriminante della nostra democrazia non possiamo dimenticarci che all'Art. 1 essa fonda le sue stesse radici sul lavoro, perchè il lavoro (e non il reddito) è lo strumento attraverso il quale l'individuo conquista la propria indipendenza, sinonimo stesso di dignità umana e caratteristica inalienabile della libertà individuale.

E il nostro lavoro, Presidente, è questo e pretendiamo con forza che venga tutelato alla stregua di qualsiasi altro lavoratore di qualsiasi altro settore merceologico produttivo non dovendo, non potendo e non volendo rinunciarvi.

Per questo sono a rinnovarLe la richiesta di un incontro nei modi e nei tempi che Lei ritiene più congeniali al Suo Ufficio perchè non esiste modo migliore per comprendere un settore che il confronto con chi quel settore lo vive. Se nel pool di consulenti che hanno affiancato il Suo lavoro ve ne fosse stato almeno uno probabilmente oggi non vivremmo la spiacevole sensazione di essere stati totalmente dimenticati come, purtroppo, i testi dei Decreti hanno piu' volte dimostrato.

Da parte nostra vi è la più assoluta e collaborativa disponibilità se avrà il piacere di incontraci.

Filippo Regis

Presidente SILS-Sindacato Italiano Lavoratori dello Spettacolo








https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/conte-ora-litalia-riparte-e-sulla-scuola-garantisco-io_21524861-202002a.shtml

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